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25.6.15

Dalle Idi di Diana si cambia musica :-D [Alzo alcuni prezzi e inizio a fare sistematicamente dei super regali!]


Preparati: ho una notizia bella e una che ti sembrerà brutta, mentre leggendo scoprirai che è assai migliore di quello che sembra :-D Com'è buona norma, partiamo da quella bella: il mio seminario di luglio, l'ultimo che farò nella mia adorata città (Roma) prima di trasferirmi a Padova, non solo sarà ancora disponibile per te a uno di questi prezzi che non vedrai mai più nella storia, non solo prevederà il 20% di sconto per le donne della Rete al Femminile e per le mamme di Mamme in Azione, ma venendo con un'altra persona ti permetterà di beneficiare di un (ulteriore) sconto del 50%! Perché? 1) Perché voglio salutare la mia terra con un gesto di generosità. 2) Perché voglio premiare chi condivide con chi ama ciò che di bello scopre e sperimenta – sono questi, secondo me, i meritevoli. 3) Perché voglio dire addio ai miei poverissimi prezzi, visto che dalle Idi di Diana cambieremo decisamente musica :-D

E qui passo a raccontarti perchè, dopo mesi di rimuginamenti, ho deciso di alzare i prezzi delle sessioni individuali e dei seminari.

1) Ho voluto creare per te un metodo che fosse un vero sballo: fresco, originale e innovativo, ma anche essenziale, facile da imparare e bello. Per questo mi sentivo insicura: ero totalmente fuori-pista, il massimo dell'anti-conformismo sia rispetto al mondo del coaching (troppo aggressivo e materiale, per i miei gusti), sia rispetto a quello degli operatori olistici (troppo incompetente e inconcludente, sempre per i miei gusti). Adesso, invece, devo riconoscere che sono diventata una bomba, e lo so io ma soprattutto lo sai tu, perché me lo dici talmente spesso da commuovermi, ultimamente :-D

2) Ci tenevo a offrire un servizio accessibile per tutte/i coloro che meritano il mio supporto, e adesso che ho finalmente messo sul piatto anche i miei libri, i corsi online e i webinar (che più accessibili di così non si può), mi sento serena e con la coscienza a posto nel chiedere il giusto valore per le sessioni individuali e i seminari, che obiettivamente, attraverso una ricerca spirituale, ti consentono di cambiare vita radicalmente, in ogni sfera per te importante – investire 100 per acquisire 1000 resta pur sempre un ottimo affare, giusto? ;-)
3) Io voglio che, se tu scegli me come life-coach, lo fai ben felice di dedicare una certa somma alla tua formazione, e non perché io sia bella, brava o estremamente qualificata – lo sono, ma molti lo sono, non è questo il punto: devi essere grata/o di poterlo fare perché tutta l'energia che tu offri all'altare del tuo intento più profondo ti ritorna con gli interessi :-) Più tempo, dedizione, speranza, soldi, studio e risorse di qualsiasi tipo tu ci metterai, più io saprò che quello che riceverai sarà adeguatamente ricco e abbondante, come tu meriti – la Natura funziona così, per tutti :-) Non voglio essere scelta perché vicina geograficamente o a buon mercato; voglio essere scelta perché con me tu puoi cambiare vita imparando a seguire la legge della natura, da dentro :-)
4) E poi, diciamocelo chiaramente, le sessioni individuali e i seminari di gruppo sono dei servizi di lusso; se io avessi un banchetto al mercato non li terrei esposti, ma riposti in un sacchetto di velluto tra le mie pietre più preziose, quindi è bene che siano solo per chi sa guadagnarseli, apprezzarli a farne tesoro :-) Io penso questo. Tra l'altro, la metà dei miei seminari, adesso, grazie alla collaborazione con Il valore del femminile, gode anche del riconoscimento della S.I.Co. (Società Italiana di Counseling), che è molto valida e prestigiosa, e una volta a Padova li farò ospite del magnifico TAG (Talent Garden), un business centre colorato, innovativo e al passo coi tempi, dove si potranno conoscere nuove realtà, persone e realizzazioni tra le migliori in circolazione attualmente :-D Per cui, ecco, chiedo molto perché in verità sto dando l'anima per offrirti il meglio del meglio.
5) Mi sono arresa: il mio servizio è solo ed esclusivamente per le donne adulte – siete la stragrande maggioranza di coloro che si interessano, si spendono, ed evidentemente hanno bisogno e frutti da ciò che io offro, quindi dalle Idi di Diana mi concentrerò appieno solo ed esclusivamente su di voi, per darvi, di nuovo, il meglio di quel che mi è possibile :-) Oltre alla Boutique dello Stile, del cui corpo docenti sono già diventata parte da qualche mese, sto pianificando una meravigliosa collaborazione con Mamme in Azione e con Beauty Will Save The World, per rimanere presente anche per tutte le donne del Lazio che da 10 lunghi anni mi seguono e chiedono supporto e aiuto, in un modo sempre più spassoso e divertente :-D Su Padova, invece, sto per iniziare a collaborare anche con Altrostile.net e Via Vai Tv Online, per offrire tanta formazione e ispirazione gratuite, ma sempre professionali e di grande qualità :-)
6) E, infine, per unire definitivamente spirito e materia, esigenze personali e valori collettivi, ci tengo ad aggiungere anche questo: più che essere a disposizione per tutte allo stesso modo, preferisco essere meno accessibile in generale, ma fare sistematicamente dei regali a coloro che manifestano attivamente più coinvolgimento, bisogno ed entusiasmo – alzare il tenore mi sta permettendo di essere più generosa, e più spesso, con voi, mie anime più vicine in assoluto, per cui abituatevi pure a essere viziate perché è esattamente ciò che conto di fare per un lungo lungo tempo :-)

Ricapitolando...

Siamo a una svolta, non solo io ma tutta la mia modesta e affezionatissima community – siamo tutti interconnessi, in armonia, collegati :-) Perciò vi invito a celebrare insieme questo momento partecipando, anche da soli/e ma possibilmente con chi amate, al mio bizzarro pellegrinaggio di luglio presso le 7 chiese, matrice energetica della mitica città di Roma, centro geografico, identitario e culturale per tutti noi, figli della nostra meravigliosa Italia, il 18 e 19 luglio dalle 9 alle 17 ca.

Il tema, in accordo con lo splendore e la radiosità dell'estate, e per coronare il nostro gioco dei #3successioggi, sarà il Successo, e bada bene: te l'ho scritto con la lettera maiuscola perché, se tu vuoi guadagnare un sacco di soldi e/o diventare famosa/o a me va bene, ma il Successo che ti aiuto a raggiungere io va parecchio al di là di questo – comprende questi risultati, volendo, ma va molto oltre. Tu potrai dare LA TUA definizione di successo e perseguire quell'obiettivo lì: voglio tirare fuori la bomba sexy e carismatica che c'è in me, voglio vivere nella bellezza, voglio viaggiare e conoscere il mondo e le culture, voglio crescere dei figli sani e felici, voglio andarmene da questo mondo sapendo di aver contribuito a lasciarlo un po' migliore di come l'ho trovato, e sì, eventualmente anche voglio essere ricca/o, potente, stimata/o e rispettata/o – perchè no? in fondo, se usi bene il tuo potere, è meglio per tutti che tu esisti :-D Comunque, sarai tu stesso/a a scoprire, formulare e coltivare ciò che è più importante per la tua realizzazione, ciò che per te, profondamente, rappresenta il Successo. Questo seminario sarà l'ultimo aperto anche agli uomini soli – dalle Idi di Diana, loro potranno usufruire della mia formazione solo in coppia con la propria partner.

PS. Se la tua preoccupazione per un pellegrinaggio a Roma a luglio è il caldo, tranquillizzati e fidati di me: ovviamente è pur sempre estate, ma io organizzerò la giornata in modo tale che, come al solito, sia piacevole, spassosa e il più possibile immersa nel verde ;-)

Ilaria Cusano


23.6.15

Di meno, di meglio, di più di altro

Foto by www.vidiskribi.it
Come suggerisce meravigliosamente Gloria Vanni attraverso il nome del suo progetto di comunicazione, Less Is Sexy. Già, spesso noi donne ci incastriamo in tailleur, tacchi, tubini e fastidiosissime maschere di trucco, quando in verità più siamo comode, morbide e a nostro agio, più ci muoviamo con scioltezza, naturalezza e leggiadria, e più risultiamo sexy, per l'appunto - ci permettiamo di sentire di più, fisicamente, e di dare spazio a sensazioni piacevoli, e di conseguenza emerge la nostra sensualità. Quindi partiamo proprio da qui: dalla consapevolezza del potere e della bellezza che emanano dall'essere naturali.
Non è un caso che sia diventata una tendenza, che se ne parli in ogni rivista, non solo di moda ma anche di cultura, economia e società: la verità è che stiamo riscoprendo, a livello collettivo, l'importanza della natura, del rispetto degli equilibri a cui essa ci invita e dell'incredibile armonia che sottostà al suo ordine, e stiamo valorizzando questi aspetti in ogni sfera della vita, individuale e sociale.

Decrescita felice, attenzione agli sprechi e sobrietà.


È un movimento internazionale, che anno dopo anno prende sempre più piede in tutto il mondo, si ingrandisce e dimostra il valore delle esigenze umane a cui, attraverso di esso, ci siamo incaricati di dare voce: abbiamo bisogno di togliere, non di aggiungere, di produrre e consumare meno perché siamo travolti da una quantità di rifiuti che grida "È troppo!", ci serve l'equilibrio, e quella bellezza nobile ed elegante che emana dalla sobrietà.
E assieme ai mille servizi dell'economia della condivisione, che stanno prosperando e che ci permettono, per esempio, di prendere in prestito una tenda da campeggio di qualcuno che non la usa mai, invece di comprarne una, o di usare una macchina per le due ore in cui ci occorre invece dell'enorme spreco del possederne una a persona, in Francia nasce una vera e propria legge: tutti i supermercati con una superficie di 400 metri od oltre, sono tenuti a dare ai bisognosi l'incredibile quantità che ne avanza ogni giorno, e che fino a poco fa andava sistematicamente nel secchio.
La ONLUS EquoEvento, a Roma (ma è in fase di espansione), nel 2013 si è assunta la medesima responsabilità, trasportando
tutto il cibo che rimane ogni volta alla fine dei grandi eventi laddove ce n'è bisogno, come per esempio alle mense della Caritas - con un successo sbalorditivo, perché è proprio questo il genere di business che prospera, al giorno d'oggi!

Di più di altro.

Più qualità, per l'esattezza - è questo che stiamo perseguendo: una migliore qualità di vita, meno oggetti ma più buoni, meno cibo ma più nutriente, meno produzione (molta meno, visto che siamo ancora ben lontani dal giusto equilibrio) ma più etica, più durevole, più affidabile. È questo che tantissimi di noi chiedono, e a cui anelano, con tutte le difficoltà del caso, perché è un intento che va coltivato, che richiede una rieducazione e un riorientamento per ognuno di noi, per ogni persona e famiglia, ma che quando iniziamo a mettere in atto ci fa così bene che non abbiamo più alcun dubbio sul senso profondo che ha, individualmente e collettivamente.
Meno lavoro ma migliore, più dignitoso, meglio pagato e più ben fatto, che lasci il giusto tempo per gli affetti, per l'attività fisica e il divertimento, perché il nocciolo, fondamentalmente, è questo: noi siamo su questa terra per stare bene ed essere felici, e per farlo tutti insieme, perché da soli non possiamo esserlo. Ogni azione che va in questa direzione, perciò, ha un senso, perché ricalca esattamente il senso della nostra vita.

Ilaria Cusano




4.6.15

Sharing economy, car-sharing e share your skills (Mi sono innamorata! Perché non gridarlo?)

Una di quelle cose che faccio da sempre e che, invece, guarda un po', ora è il trend culturale che va per la maggiore e che sta rivoluzionando la società - l'avevo detto, io, che vedevo nel futuro :-D
La condivisione! Ragion per cui ho imparato questo: ciò che per me è scontato può non esserlo affatto per delle persone diverse, cresciute e formatisi in contesti culturali differenti e che non hanno, come me, il cognome che proviene direttamente dalla Sibilla Cumana :-D In questo articolo
, quindi, metto a disposizione alcune mie piccole esperienze, che però nella mia storia (e non solo nella mia) hanno avuto un valore grande.

In principio, era la Shakti.

Quando avevo 21 anni, seguivo un corso di Shakti Dance (lo yoga della danza) che dava tante soddisfazioni a me e a quanto pare anche alla mia insegnante, che infatti un giorno mi disse "Hai talento! Vuoi che ti insegni a insegnare?". A quel tempo l'unica insegnante di Shakti Dance era lei, Sara Olivier, che era anche colei che aveva messo a punto questa tecnica.
Io, attratta dalla proposta ma a disagio nel pensare di essere l'unica a godere di questo privilegio, rilanciai e le dissi "Che ne dici se organizzo un teacher-training e, se ci riesco, io partecipo pagando in natura, col mio lavoro di project-manager?". E lei "Figuariamoci! Già a lezione siamo pochissime, chi vuoi che venga a un teacher-training?". Beh, così nacque il primo di una lunga serie di corsi di formazione insegnanti di Shakti Dance, che ormai da quel lontano 2005 è così sbarcata in molti paesi d'Europa e del mondo! Per me fu un semplice baratto :-)
Nello stesso modo organizzai con successo il primo corso di formazione insegnanti di Yoga Sensibile (stavolta addirittura triennale!), e così ebbi l'occasione di acquisire altre preziosissime competenze in cambio della mia professionalità :-) È su questo che si basano, fondamentalmente, gli incontri denominati "Share your Skills" della Rete al Femminile di Roma, dove ognuna delle donne partecipanti mette a disposizione le proprie competenze in cambio dell'opportunità di acquisire quelle di tutte le altre.
A volte pensiamo sia un sogno e invece, come disse il caro vecchio Walt Disney, "Se puoi sognarlo puoi farlo"!

Il car-sharing è partito dal basso, come ogni cosa ;-)

Poi venne la volta della macchina. Mi sono sempre rifiutata di comprarne una; ho sempre ritenuto fosse una scelta insostenibile, per me e per tutti. Preferivo abitare in dei luoghi dove funzionavano bene i mezzi pubblici, oppure condividere la macchina con chi ce l'aveva già, in cambio, ovviamente, della mia partecipazione economica alle spese, e del mio tempo, per andare a prendere/portare la/e persona/e in questione nei momenti di bisogno.
Quando mi sono sposata, mio marito ed io abbiamo fatto lo stesso, limitando la pressione economica sulle nostre vite personali e favorendo una solidarietà di coppia che ci fa bene anche sotto tanti altri punti di vista :-)
Qualche giorno fa si è rotta la testata del motore e abbiamo dovuto portare la macchina dal meccanico e preventivare una grossa spesa; lo stesso giorno ho chiesto alla nostra amica Elisa se, visto che la mattina seguente sarebbe partita per la Sardegna, poteva lasciarci la sua macchina fino al suo ritorno. Lei mi ha risposto "Pensa un po': volevo chiedervelo anch'io, perché mi preoccupava parecchio abbandonarla per ben 7 giorni di seguito al parcheggio della stazione!" :-D
A volte temiamo di disturbare e invece stiamo addirittura aiutando!

Anche le strategie di marketing, insieme, funzionano meglio!

L'ultima mia trovata, in fatto di condivisione, è questa: lo scambio di visibilità! Non nel senso piatto e utilitaristico (e anche illegale, tra l'altro!) del marketing più becero, cioè io ti metto nel mio sito e tu mi paghi in nero. No. Piuttosto, se ci piacciamo, se a me piacete tu e il tuo progetto, e se a te piacciamo io e il mio progetto, intervistiamoci a vicenda e pubblichiamo le rispettive interviste sui nostri siti/blog! È un'occasione per conoscerci meglio, dare vita a una comunicazione divertente e stimolante, e diffondere delle buone prassi in giro, seminare passione, entusiasmo, gioia e vitalità :-D E, in più, contemporaneamente, ci si linka a vicenda e così si indicizzano anche i propri spazi nel web!
In quest'ottica, finora ho realizzato 14 scambi, di cui 10 con le donne della Rete al Femminile di Roma e 4 con altre persone beccate qua e là nel web. Così ho avuto modo di approfondire la conoscenza di bellissime persone e interessantissimi progetti, di prendere spunti e imparare modalità utili per il mio lavoro, di dare visibilità a delle realizzazioni complementari rispetto alla mia (e che arricchiscono, quindi, anche la mia proposta, mostrandola come parte di un movimento e di un mondo che vanno parecchio al di là di me), e di veder triplicata, in pochi mesi, la visibilità dei miei blog! E tutti questi benefici ci sono sicuramente stati anche per ognuna delle altre persone con cui ho realizzato questi scambi, perciò insieme abbiamo accresciuto un valore in maniera esponenziale!
A volte crediamo di stare facendo solo una piccola cosa, e invece stiamo partecipando alla costruzione della Storia :-D Me ne sono ricordata guardando la puntata di Report del 24 maggio, incentrata proprio sull'economia della condivisione!

In buona sostanza, quella che 10/15 anni fa era solo la mia realtà e dei pochi altri che, insieme a me, in tutto il mondo, la stavano sognando, oggi è la nuova frontiera che sta salvando l'economia occidentale :-D E si chiama condivisione! :-D Non è una gran figata?

Ilaria Cusano



26.5.15

8 spunti per le donne, per crescere professionalmente e socialmente


Noi donne di oggi crediamo di aver fatto mille passi avanti rispetto alle nostre nonne, e invece bisogna ammettere che ne abbiamo fatti a mala pena cento. Attenzione: quei cento hanno un valore immenso, ma è importante essere consapevoli del proprio reale punto di partenza, per emanciparsi e dare a se stesse l'opportunità di crescere davvero, nel lavoro così come nella vita.
Spesso, nel mio lavoro, le donne notano che è soprattutto il nostro genere a rivolgersi a un certo tipo di formazione relativa alla crescita personale, e molte sono convinte del fatto che è così perché siamo avanti, perché siamo più sveglie; secondo me, invece, è perché ne abbiamo più bisogno. Quante volte, per esempio, ci si vorrebbe dedicare a un progetto e poi ci si fa assorbire dalle faccende di casa, dal dramma amoroso di un'amica o dalla giornata no del proprio partner? Quanto spesso capita che, fermamente convinte di essere l'unico e assoluto orizzonte di vita di un figlio/a, finisce che è lui/lei a diventare l'unico e assoluto orizzonte di vita delle proprie giornate?
E quanto è ricorrente quella situazione in cui si sa benissimo cosa si desidera realizzare, ma ci si sforza di accontentarsi di ciò che si ha già, tacitamente schiacciate dal lato peggiore del detto "Chi lascia la strada vecchia per la nuova sa quello che lascia ma non sa quello che trova"?
È tutto assolutamente comprensibile, vista la storia che abbiamo alle spalle, ma ognuna di noi, in fondo, desidera cambiare musica... e iniziare a ballare :-D

Sono tutti tranelli auto-imposti.

Già, la Cenerentola che dimora in ogni donna, con serenità e fiducia, a un certo punto del proprio cammino deve prendere coscienza di queste ombre tipicamente femminili - vanno assolutamente conosciute e trascese, per creare qualcosa di bello nella vita.
È un tranello auto-imposto questo meccanismo attraverso cui, pur sapendo esattamente qual è la direzione da prendere per essere felici e realizzate, ci si perde tra piatti, lavatrici, pavimenti ed emozioni altrui. Tutte, in fondo, sappiamo che una stanza linda conta molto meno dell'auto-realizzazione, come professioniste e come donne. Tutte, a ben vedere, siamo consapevoli del fatto che l'amica o il marito ce la fanno tranquillamente a superare i loro 5 minuti di tristezza e scoraggiamento, poiché hanno tutte le risorse e le capacità per farlo. Sono trappole, insidiosi tranelli che inconsciamente si alimentano, per avere un alibi per procrastinare. Procrastinare l'eventualità di un fallimento; procrastinare la percezione del terrore di buttarsi nel vuoto; procrastinare la vergogna atavica del finire sotto ai riflettori, con tutte le luci del palcoscenico puntate addosso. Ma la fine della storia di Cenerentola è una soltanto, e ci ricorda qual è il potenziale di ogni donna: trasformarsi da schiava a principessa, e poi a regina!
I figli, e l'amara disfunzionalità della genitorialità italiana. Il detto "Per crescere un bambino ci vuole un villaggio" dona una perla di saggezza chiara ed estremamente preziosa: deve essere un villaggio a crescere un/una bambino/a, e non una madre. Tralasciando il mero interesse egoistico, che giustamente ogni madre tende a mettere in secondo piano rispetto al bene dei propri figli – anche se questo è un modo di pensare dualistico che, prima o poi, secondo me, è bene superare – soffermiamoci un momento sui figli. A me, come esempio di mia madre, come eredità su cui mi faccio forza nei momenti di bisogno, non sono rimasti i ricordi delle volte in cui lei si abnegava, in cui rinunciava a se stessa per il mio bene, o pensava che fossi io la ragione per cui non inseguiva un sogno. Mi sono rimasti, invece, i ricordi di lei, bellissima, che si truccava, si pettinava e si vestiva come una dea dell'Olimpo; i mille momenti di gioia e vitalità in cui viaggiavamo insieme per tutta l'Italia, con la macchina e con gli amici; i gloriosi giorni in cui lei godeva del giusto riconoscimento e di un meritatissimo successo sul lavoro. È stupendo poter donare a chi si ama la meravigliosa immagine ed esperienza di una donna piena, entusiasta, felice, realizzata, coraggiosa e cosciente del valore che, attraverso il proprio contributo, offre al mondo. Sono felice quando realizzo che un'altra persona, nei momenti di sconforto, può ricordare la forza del mio spirito e del mio carattere e, invece di buttarsi sul cibo per esempio, anche grazie a questo stimolo e all'ispirazione che le arriva da me, può riprendersi e superare le difficoltà. Mi piace la consapevolezza di stare lasciando questa eredità al mondo, anche se non ho dei figli; lasciare questa impronta nella coscienza collettiva è reale, e fa bene tanto a me quanto all'intera famiglia dell'umanità che tutti insieme formiamo.
Non è bello trasformare il prossimo, soprattutto se lo si ama, in un alibi per non rischiare; è bello fare un atto d'amore, invece, verso se stesse, e implicitamente anche verso di lui/lei, scommettendo sul proprio valore e sulla ricchezza che si può creare, nella società, se si punta sul proprio sogno nel cassetto.
Il mitico detto "Chi lascia la strada vecchia per la nuova, sa quello che lascia ma non sa quello che trova", vuol dire anche avventura, sorprese, eccitazione, vitalità, meraviglia, stupore, divertimento e passione! Io sono cresciuta in un contesto in cui tutti volevano il posto fisso, una vita stabile, delle sicurezze, una casa, un mutuo, queste cose qui; e invece devo dire che, nella mia vita di precaria, free-lance, con mille collaborazioni, stimoli, novità e accadimenti improvvisi, mi diverto così tanto! Mi sento così viva, e libera! Ci sono movimenti, slanci, possibilità, rapporti umani stupendi, reti che si creano, si modificano, si trasformano, innovazioni sempre in atto. In altre parole, il mistero, l'inaspettato e l'incertezza rispetto a ciò che il futuro ci riserva sono l'essenza stessa della vita – perché mai perdersele?

Come cambiare approccio, per svilupparsi, realizzarsi ed essere felici.

Ed ecco gli 8 spunti che io offro per cambiare il proprio approccio di donne, per passare dal ristagno, dall'insoddisfazione e dall'auto-sabotaggio alla vitalità, all'appagamento e al successo.

1) Ogni donna è un centro propulsore da cui si propaga Amore. Più è felice, realizzata e appagata, più chi le è intorno è inondato di amore, luce e ispirazione, traendone sicuro giovamento. Dedicarsi in primis alla propria realizzazione è essenziale, non solo per sé ma per l'intera comunità.
2) Una scala di priorità è fondamentale, ma soprattutto lo è esserle fedeli con le proprie azioni quotidiane. Nel braccio di ferro tra il pavimento lucido e il progetto di vita, tutto sommato, il primo perde in partenza! Quando ci si sveglia, la mattina, bisogna fare sempre qualcosa per il proprio progetto di vita, prima del pavimento; il pavimento può essere rimandato, la vita della propria anima no.
3) Coinvolgere i propri cari nelle responsabilità è importante, perché se non si riesce a occuparsi del benedetto pavimento, ci penseranno il marito, il/la figlio/a o il/la coinquilino/a, che così avranno anche una preziosa opportunità: quella di rendersi utili, di cooperare e di dimostrare che su di loro si può contare.
4) Quando si intuisce che c'è qualcosa che non va (perché si sta ingrassando troppo, ci si sente poco vitali o si è perso il desiderio sessuale), non bisogna far finta di niente; è bene fermarsi e sentire cosa ne nasce, attivamente, in termini di nuova motivazione e rinnovata gioia di vivere. Non è tempo sprecato, anzi: è il miglior tempo della vita!
5) Credere in se stesse, nelle proprie intuizioni e nel proprio sogno, a prescindere dai risultati, è basilare. Nessuno deve raggiungere una meta prestabilita, perché la realizzazione consiste semplicemente nel camminare verso quella meta. È sufficiente continuare incessantemente quel viaggio, per avere successo ed essere felici; il traguardo non esiste, o meglio esiste solo nella nostra mente, lo creiamo perché ci serve per proseguire nel cammino ;-)
6) Condividere le proprie gioie, passioni e realizzazioni con gli altri fa brillare noi stesse e chi ci sta intorno. Tutte le storie sulle invidie, sul fatto che gli altri si sentono a disagio, o che è sbagliato ostentare i propri successi non funzionano, non solo per noi ma neanche per il bene comune – condividere, invece, sì: aiuta a realizzarsi tutti contemporaneamente.
7) Nella propria vita e giornata, bisogna tenere solo ciò che nutre la nostra realizzazione, e lasciar andare tutto il resto – progetti, abitudini, relazioni, schemi mentali, pregiudizi, tutto. Questo viaggio è importante, è la grande opportunità, è un peccato sprecare il preziosissimo tempo che abbiamo in dono; bisogna usarlo in nome dell'amore, della passione e della gioia.
8) Celebrare ogni giornata è la chiave. Sì, perché se un dio esiste (e secondo me esiste, dentro ogni persona), ama gli esseri umani e vuole vederli felici – non è lì per veder sudare, faticare e partorire con dolore, ma piuttosto amare, splendere e sbocciare. Così, come avviene in tutto nella natura, a mano a mano che un fiore appassisce, nutre la terra su cui cade.

Ilaria Cusano



13.5.15

6 età della vita, 6 messaggi utili per la società

Foto di Jinterwas
È il tempo dell'integrazione, della convivenza nella diversità, del superamento delle gararchie, dei processi di democratizzazione tramite l'uso del web, della partecipazione, condivisione e cittadinanza attiva, eppure ancora oggi sopravvivono delle forme di discriminazione assurde, come quella relativa all'età. Da una parte, infatti, sebbene molti si sentano in imbarazzo ad ammetterlo, è ancora diffuso il pregiudizio che diede vita, per esempio, al detto (tuttora utilizzatissimo!), Lo capisce anche un bambino: i giovani vengono considerati per lo più come persone da sfruttare, nella veste di ottimi consumatori a cui puntare per incrementare il proprio business, o di lavoratori che devono ancora fare esperienza e a cui, quindi, si possono fare delle proposte indegne dal punto di vista contrattuale ed economico. Di fatto, non vengono riconosciuti loro un valore, una dignità e un rispetto pari a quelli che ci si riserva tra adulti. Lo stesso accade nei confronti degli anziani: non si è più abbastanza produttivi, si procede troppo lentamente, ci si deve continuamente dedicare al corpo e alla salute, si ha bisogno di assistenza e quindi, in sostanza, vengono a mancare i pilastri su cui, nella nostra cultura monca, si fonda il valore di un essere umano - ragion per cui anche questa parte di comunità si ritrova a soffrire di disagi e discriminazioni dovuti più a degli stereotipi e dei pregiudizi che a delle reali problematiche impossibili da risolvere.

Come possiamo andare oltre, e migliorare la qualità della nostra vita?

Innanzitutto rendendoci conto che ognuno di noi contribuisce alla preservazione di tali stereotipi e pregiudizi; la tentazione è, troppo spesso, di gettare lo sguardo lontano, mentre invece la radice delle credenze, la maggior parte delle volte, ci riguarda, almeno in parte: non è uno di noi a produrle e a mantenerle in vita, ma ognuno di noi contribuisce in una piccola parte, dando energia a una forma pensiero piuttosto che a un'altra.
Quando, invece, ci rendiamo finalmente conto del fatto che nessuno è superiore a nessun altro, e che ciò che regna nella società è soltanto la stessa magnifica, stupefacente e ricchissima varietà che regna tra le piante, allora recuperiamo uno sguardo lucido, aperto e benefico sulle persone e sulla comunità.

Le 6 età e i 6 messaggi.

Uno dei giochetti utili, in questo senso, consiste nel chiedersi qual è il contributo che ognuno degli appartenenti ai 6 gruppi corrispondenti alle 6 età della vita porta alla società nel suo insieme. Vediamo un po' di spunti, in tal senso:
1) Infanzia - Da bambini, noi riportiamo gli altri allo stupore, alla meraviglia e al miracolo di essere vivi; dimostriamo che si può vivere nell'innocenza, nel piacere, nella spontaneità e nella trasparenza; ci ricordiamo a vicenda che abbiamo bisogno gli uni delle cure e delle attenzioni degli altri.
2) Adolescenza - Da adolescenti, manifestiamo la potenza dell'amore e dell'entusiasmo; ci spendiamo per integrarci nel gruppo, rendendo palesemente noto quanto questo è importante nella vita; ci divertiamo e ci godiamo le nostre passioni, mettendo un tassello fondamentale per la costruzione di una vita sana e felice.
3) Giovinezza - Come giovani, diamo spazio al coraggio della scelta, del viaggio dell'eroe e dell'esplorazione del mondo; dimostriamo che è sempre possibile lasciare tutto e partire, mettere da parte le paure e tuffarsi nel vuoto; ma il coraggio più audace e ammirevole che alimentiamo è quello di credere di poter costruire un mondo ancora migliore!
4) Età adulta - Da adulti, plasmiamo la realtà, in base alla nostra natura, al nostro entusiasmo e alla nostra creatività, ben focalizzati; costruiamo un senso e una missione, assumendoci la responsabilità della cura della comunità e della società; ci dedichiamo agli altri, a singole persone ma anche a gruppi, mettendo a loro completa disposizione tutto di noi stessi (tempo, risorse, capacità).
5) Mezza età - In questa fase dimostriamo cosa conta, nel bilancio della vita; diamo prova di come si fa a collegare il piano materiale e strutturale dell'esistenza a quello spirituale ed etico; ci riappropriamo del diritto e del dovere di tenere in debita considerazione i posteri, e la vita sul pianeta Terra anche dopo di noi.
6) Vecchiaia - Da anziani, noi ci dedichiamo a tramandare, a "impacchettare" tutto ciò che ha valore per lasciarlo in eredità; recuperiamo il pieno contatto con la legge della natura e con la Storia, ridimensionando noi stessi in rapporto al tutto; ci rimpiccioliamo, dando spazio e nutrimento al nuovo, a chi porterà avanti la nostra missione dopo di noi.

A ben vedere, dentro ognuno di noi queste età preesistono all'età in senso stretto: in me ci sono sempre una bambina, un'adolescente e una giovane, ma anche, contemporaneamente, un'adulta, una donna di mezza età e un'anziana. Coesistono, e guai a perdermi per strada una delle parti di me - sicuramente starei male, o quanto meno il mio valore e spessore ne risentirebbero. Ma ogni volta che succede, io so che mi basta guardarmi intorno, osservare il mio prossimo che ha quella specifica età, per ricordare qual è il valore, il messaggio e il contributo che essa dona all'umanità intera.

Ilaria Cusano