Una di quelle cose che faccio da sempre e che, invece, guarda un po', ora è il trend culturale che va per la maggiore e che sta rivoluzionando la società - l'avevo detto, io, che vedevo nel futuro :-D
La condivisione! Ragion per cui ho imparato questo: ciò che per me è scontato può non esserlo affatto per delle persone diverse, cresciute e formatisi in contesti culturali differenti e che non hanno, come me, il cognome che proviene direttamente dalla Sibilla Cumana :-D In questo articolo, quindi, metto a disposizione alcune mie piccole esperienze, che però nella mia storia (e non solo nella mia) hanno avuto un valore grande.
In principio, era la Shakti.
Quando avevo 21 anni, seguivo un corso di Shakti Dance (lo yoga della danza) che dava tante soddisfazioni a me e a quanto pare anche alla mia insegnante, che infatti un giorno mi disse "Hai talento! Vuoi che ti insegni a insegnare?". A quel tempo l'unica insegnante di Shakti Dance era lei, Sara Olivier, che era anche colei che aveva messo a punto questa tecnica.
Io, attratta dalla proposta ma a disagio nel pensare di essere l'unica a godere di questo privilegio, rilanciai e le dissi "Che ne dici se organizzo un teacher-training e, se ci riesco, io partecipo pagando in natura, col mio lavoro di project-manager?". E lei "Figuariamoci! Già a lezione siamo pochissime, chi vuoi che venga a un teacher-training?". Beh, così nacque il primo di una lunga serie di corsi di formazione insegnanti di Shakti Dance, che ormai da quel lontano 2005 è così sbarcata in molti paesi d'Europa e del mondo! Per me fu un semplice baratto :-)
Nello stesso modo organizzai con successo il primo corso di formazione insegnanti di Yoga Sensibile (stavolta addirittura triennale!), e così ebbi l'occasione di acquisire altre preziosissime competenze in cambio della mia professionalità :-) È su questo che si basano, fondamentalmente, gli incontri denominati "Share your Skills" della Rete al Femminile di Roma, dove ognuna delle donne partecipanti mette a disposizione le proprie competenze in cambio dell'opportunità di acquisire quelle di tutte le altre.
A volte pensiamo sia un sogno e invece, come disse il caro vecchio Walt Disney, "Se puoi sognarlo puoi farlo"!
Il car-sharing è partito dal basso, come ogni cosa ;-)
Poi venne la volta della macchina. Mi sono sempre rifiutata di comprarne una; ho sempre ritenuto fosse una scelta insostenibile, per me e per tutti. Preferivo abitare in dei luoghi dove funzionavano bene i mezzi pubblici, oppure condividere la macchina con chi ce l'aveva già, in cambio, ovviamente, della mia partecipazione economica alle spese, e del mio tempo, per andare a prendere/portare la/e persona/e in questione nei momenti di bisogno.
Quando mi sono sposata, mio marito ed io abbiamo fatto lo stesso, limitando la pressione economica sulle nostre vite personali e favorendo una solidarietà di coppia che ci fa bene anche sotto tanti altri punti di vista :-)
Qualche giorno fa si è rotta la testata del motore e abbiamo dovuto portare la macchina dal meccanico e preventivare una grossa spesa; lo stesso giorno ho chiesto alla nostra amica Elisa se, visto che la mattina seguente sarebbe partita per la Sardegna, poteva lasciarci la sua macchina fino al suo ritorno. Lei mi ha risposto "Pensa un po': volevo chiedervelo anch'io, perché mi preoccupava parecchio abbandonarla per ben 7 giorni di seguito al parcheggio della stazione!" :-D
A volte temiamo di disturbare e invece stiamo addirittura aiutando!
Anche le strategie di marketing, insieme, funzionano meglio!
L'ultima mia trovata, in fatto di condivisione, è questa: lo scambio di visibilità! Non nel senso piatto e utilitaristico (e anche illegale, tra l'altro!) del marketing più becero, cioè io ti metto nel mio sito e tu mi paghi in nero. No. Piuttosto, se ci piacciamo, se a me piacete tu e il tuo progetto, e se a te piacciamo io e il mio progetto, intervistiamoci a vicenda e pubblichiamo le rispettive interviste sui nostri siti/blog! È un'occasione per conoscerci meglio, dare vita a una comunicazione divertente e stimolante, e diffondere delle buone prassi in giro, seminare passione, entusiasmo, gioia e vitalità :-D E, in più, contemporaneamente, ci si linka a vicenda e così si indicizzano anche i propri spazi nel web!
In quest'ottica, finora ho realizzato 14 scambi, di cui 10 con le donne della Rete al Femminile di Roma e 4 con altre persone beccate qua e là nel web. Così ho avuto modo di approfondire la conoscenza di bellissime persone e interessantissimi progetti, di prendere spunti e imparare modalità utili per il mio lavoro, di dare visibilità a delle realizzazioni complementari rispetto alla mia (e che arricchiscono, quindi, anche la mia proposta, mostrandola come parte di un movimento e di un mondo che vanno parecchio al di là di me), e di veder triplicata, in pochi mesi, la visibilità dei miei blog! E tutti questi benefici ci sono sicuramente stati anche per ognuna delle altre persone con cui ho realizzato questi scambi, perciò insieme abbiamo accresciuto un valore in maniera esponenziale!
A volte crediamo di stare facendo solo una piccola cosa, e invece stiamo partecipando alla costruzione della Storia :-D Me ne sono ricordata guardando la puntata di Report del 24 maggio, incentrata proprio sull'economia della condivisione!
In buona sostanza, quella che 10/15 anni fa era solo la mia realtà e dei pochi altri che, insieme a me, in tutto il mondo, la stavano sognando, oggi è la nuova frontiera che sta salvando l'economia occidentale :-D E si chiama condivisione! :-D Non è una gran figata?
Ilaria Cusano
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4.6.15
13.5.15
6 età della vita, 6 messaggi utili per la società
Foto di Jinterwas
È il tempo dell'integrazione, della convivenza nella diversità, del superamento delle gararchie, dei processi di democratizzazione tramite l'uso del web, della partecipazione, condivisione e cittadinanza attiva, eppure ancora oggi sopravvivono delle forme di discriminazione assurde, come quella relativa all'età. Da una parte, infatti, sebbene molti si sentano in imbarazzo ad ammetterlo, è ancora diffuso il pregiudizio che diede vita, per esempio, al detto (tuttora utilizzatissimo!), Lo capisce anche un bambino: i giovani vengono considerati per lo più come persone da sfruttare, nella veste di ottimi consumatori a cui puntare per incrementare il proprio business, o di lavoratori che devono ancora fare esperienza e a cui, quindi, si possono fare delle proposte indegne dal punto di vista contrattuale ed economico. Di fatto, non vengono riconosciuti loro un valore, una dignità e un rispetto pari a quelli che ci si riserva tra adulti. Lo stesso accade nei confronti degli anziani: non si è più abbastanza produttivi, si procede troppo lentamente, ci si deve continuamente dedicare al corpo e alla salute, si ha bisogno di assistenza e quindi, in sostanza, vengono a mancare i pilastri su cui, nella nostra cultura monca, si fonda il valore di un essere umano - ragion per cui anche questa parte di comunità si ritrova a soffrire di disagi e discriminazioni dovuti più a degli stereotipi e dei pregiudizi che a delle reali problematiche impossibili da risolvere.
Come possiamo andare oltre, e migliorare la qualità della nostra vita?
Innanzitutto rendendoci conto che ognuno di noi contribuisce alla preservazione di tali stereotipi e pregiudizi; la tentazione è, troppo spesso, di gettare lo sguardo lontano, mentre invece la radice delle credenze, la maggior parte delle volte, ci riguarda, almeno in parte: non è uno di noi a produrle e a mantenerle in vita, ma ognuno di noi contribuisce in una piccola parte, dando energia a una forma pensiero piuttosto che a un'altra.
Quando, invece, ci rendiamo finalmente conto del fatto che nessuno è superiore a nessun altro, e che ciò che regna nella società è soltanto la stessa magnifica, stupefacente e ricchissima varietà che regna tra le piante, allora recuperiamo uno sguardo lucido, aperto e benefico sulle persone e sulla comunità.
Le 6 età e i 6 messaggi.
Uno dei giochetti utili, in questo senso, consiste nel chiedersi qual è il contributo che ognuno degli appartenenti ai 6 gruppi corrispondenti alle 6 età della vita porta alla società nel suo insieme. Vediamo un po' di spunti, in tal senso:
1) Infanzia - Da bambini, noi riportiamo gli altri allo stupore, alla meraviglia e al miracolo di essere vivi; dimostriamo che si può vivere nell'innocenza, nel piacere, nella spontaneità e nella trasparenza; ci ricordiamo a vicenda che abbiamo bisogno gli uni delle cure e delle attenzioni degli altri.
2) Adolescenza - Da adolescenti, manifestiamo la potenza dell'amore e dell'entusiasmo; ci spendiamo per integrarci nel gruppo, rendendo palesemente noto quanto questo è importante nella vita; ci divertiamo e ci godiamo le nostre passioni, mettendo un tassello fondamentale per la costruzione di una vita sana e felice.
3) Giovinezza - Come giovani, diamo spazio al coraggio della scelta, del viaggio dell'eroe e dell'esplorazione del mondo; dimostriamo che è sempre possibile lasciare tutto e partire, mettere da parte le paure e tuffarsi nel vuoto; ma il coraggio più audace e ammirevole che alimentiamo è quello di credere di poter costruire un mondo ancora migliore!
4) Età adulta - Da adulti, plasmiamo la realtà, in base alla nostra natura, al nostro entusiasmo e alla nostra creatività, ben focalizzati; costruiamo un senso e una missione, assumendoci la responsabilità della cura della comunità e della società; ci dedichiamo agli altri, a singole persone ma anche a gruppi, mettendo a loro completa disposizione tutto di noi stessi (tempo, risorse, capacità).
5) Mezza età - In questa fase dimostriamo cosa conta, nel bilancio della vita; diamo prova di come si fa a collegare il piano materiale e strutturale dell'esistenza a quello spirituale ed etico; ci riappropriamo del diritto e del dovere di tenere in debita considerazione i posteri, e la vita sul pianeta Terra anche dopo di noi.
6) Vecchiaia - Da anziani, noi ci dedichiamo a tramandare, a "impacchettare" tutto ciò che ha valore per lasciarlo in eredità; recuperiamo il pieno contatto con la legge della natura e con la Storia, ridimensionando noi stessi in rapporto al tutto; ci rimpiccioliamo, dando spazio e nutrimento al nuovo, a chi porterà avanti la nostra missione dopo di noi.
A ben vedere, dentro ognuno di noi queste età preesistono all'età in senso stretto: in me ci sono sempre una bambina, un'adolescente e una giovane, ma anche, contemporaneamente, un'adulta, una donna di mezza età e un'anziana. Coesistono, e guai a perdermi per strada una delle parti di me - sicuramente starei male, o quanto meno il mio valore e spessore ne risentirebbero. Ma ogni volta che succede, io so che mi basta guardarmi intorno, osservare il mio prossimo che ha quella specifica età, per ricordare qual è il valore, il messaggio e il contributo che essa dona all'umanità intera.
Ilaria Cusano
È il tempo dell'integrazione, della convivenza nella diversità, del superamento delle gararchie, dei processi di democratizzazione tramite l'uso del web, della partecipazione, condivisione e cittadinanza attiva, eppure ancora oggi sopravvivono delle forme di discriminazione assurde, come quella relativa all'età. Da una parte, infatti, sebbene molti si sentano in imbarazzo ad ammetterlo, è ancora diffuso il pregiudizio che diede vita, per esempio, al detto (tuttora utilizzatissimo!), Lo capisce anche un bambino: i giovani vengono considerati per lo più come persone da sfruttare, nella veste di ottimi consumatori a cui puntare per incrementare il proprio business, o di lavoratori che devono ancora fare esperienza e a cui, quindi, si possono fare delle proposte indegne dal punto di vista contrattuale ed economico. Di fatto, non vengono riconosciuti loro un valore, una dignità e un rispetto pari a quelli che ci si riserva tra adulti. Lo stesso accade nei confronti degli anziani: non si è più abbastanza produttivi, si procede troppo lentamente, ci si deve continuamente dedicare al corpo e alla salute, si ha bisogno di assistenza e quindi, in sostanza, vengono a mancare i pilastri su cui, nella nostra cultura monca, si fonda il valore di un essere umano - ragion per cui anche questa parte di comunità si ritrova a soffrire di disagi e discriminazioni dovuti più a degli stereotipi e dei pregiudizi che a delle reali problematiche impossibili da risolvere.
Come possiamo andare oltre, e migliorare la qualità della nostra vita?
Innanzitutto rendendoci conto che ognuno di noi contribuisce alla preservazione di tali stereotipi e pregiudizi; la tentazione è, troppo spesso, di gettare lo sguardo lontano, mentre invece la radice delle credenze, la maggior parte delle volte, ci riguarda, almeno in parte: non è uno di noi a produrle e a mantenerle in vita, ma ognuno di noi contribuisce in una piccola parte, dando energia a una forma pensiero piuttosto che a un'altra.
Quando, invece, ci rendiamo finalmente conto del fatto che nessuno è superiore a nessun altro, e che ciò che regna nella società è soltanto la stessa magnifica, stupefacente e ricchissima varietà che regna tra le piante, allora recuperiamo uno sguardo lucido, aperto e benefico sulle persone e sulla comunità.
Le 6 età e i 6 messaggi.
Uno dei giochetti utili, in questo senso, consiste nel chiedersi qual è il contributo che ognuno degli appartenenti ai 6 gruppi corrispondenti alle 6 età della vita porta alla società nel suo insieme. Vediamo un po' di spunti, in tal senso:
1) Infanzia - Da bambini, noi riportiamo gli altri allo stupore, alla meraviglia e al miracolo di essere vivi; dimostriamo che si può vivere nell'innocenza, nel piacere, nella spontaneità e nella trasparenza; ci ricordiamo a vicenda che abbiamo bisogno gli uni delle cure e delle attenzioni degli altri.
2) Adolescenza - Da adolescenti, manifestiamo la potenza dell'amore e dell'entusiasmo; ci spendiamo per integrarci nel gruppo, rendendo palesemente noto quanto questo è importante nella vita; ci divertiamo e ci godiamo le nostre passioni, mettendo un tassello fondamentale per la costruzione di una vita sana e felice.
3) Giovinezza - Come giovani, diamo spazio al coraggio della scelta, del viaggio dell'eroe e dell'esplorazione del mondo; dimostriamo che è sempre possibile lasciare tutto e partire, mettere da parte le paure e tuffarsi nel vuoto; ma il coraggio più audace e ammirevole che alimentiamo è quello di credere di poter costruire un mondo ancora migliore!
4) Età adulta - Da adulti, plasmiamo la realtà, in base alla nostra natura, al nostro entusiasmo e alla nostra creatività, ben focalizzati; costruiamo un senso e una missione, assumendoci la responsabilità della cura della comunità e della società; ci dedichiamo agli altri, a singole persone ma anche a gruppi, mettendo a loro completa disposizione tutto di noi stessi (tempo, risorse, capacità).
5) Mezza età - In questa fase dimostriamo cosa conta, nel bilancio della vita; diamo prova di come si fa a collegare il piano materiale e strutturale dell'esistenza a quello spirituale ed etico; ci riappropriamo del diritto e del dovere di tenere in debita considerazione i posteri, e la vita sul pianeta Terra anche dopo di noi.
6) Vecchiaia - Da anziani, noi ci dedichiamo a tramandare, a "impacchettare" tutto ciò che ha valore per lasciarlo in eredità; recuperiamo il pieno contatto con la legge della natura e con la Storia, ridimensionando noi stessi in rapporto al tutto; ci rimpiccioliamo, dando spazio e nutrimento al nuovo, a chi porterà avanti la nostra missione dopo di noi.
A ben vedere, dentro ognuno di noi queste età preesistono all'età in senso stretto: in me ci sono sempre una bambina, un'adolescente e una giovane, ma anche, contemporaneamente, un'adulta, una donna di mezza età e un'anziana. Coesistono, e guai a perdermi per strada una delle parti di me - sicuramente starei male, o quanto meno il mio valore e spessore ne risentirebbero. Ma ogni volta che succede, io so che mi basta guardarmi intorno, osservare il mio prossimo che ha quella specifica età, per ricordare qual è il valore, il messaggio e il contributo che essa dona all'umanità intera.
Ilaria Cusano
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